Obbligo vaccinale: le novità e le categorie interessate

da | 1 Dic 2021 | Primo Piano

Vaccino obbligatorio per nuove categorie di lavoratori . Lo prevede il nuovo decreto n. 172 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 26.11.2021 n. 282,  che contiene “Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali”.

Il decreto è entrato in vigore il 27 novembre e passerà ora  alle Camere per la  conversione in legge. Il testo è suddiviso in 3 articoli che corrispondono a  tre ambiti di intervento:

  • Obblighi vaccinali  ampliati a terze dosi e a nuove categorie
  • Impiego delle certificazioni verdi Covid 19  con modalità differenziate ( Green pass rafforzato)
  • Rafforzamento di controll i e campagne di informazione

Vediamo di seguito in maggiore dettaglio  il primo punto ovvero l’obbligo vaccinale, che si estende alla terza dose per le categorie già interessate , ovvero i sanitari (medici, infermieri, farmacisti ) e che amplia la platea dei settori lavorativi obbligati  a :

  • personale amministrativo della sanità
  • docenti e personale amministrativo della scuola
  • militari forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria),
  • personale del soccorso pubblico.
  • Obbligo terza dose per i sanitari

La terza dose  di vaccinazione prevista per la prevenzione dell’infezione da SARS COV 2  diventa obbligatoria per  l’adempimento dell’obbligo vaccinale  a far data dal 15 dicembre 2021, dopo almeno 5 mesi dalla somministrazione della seconda .
Si ricorda che l’obbligo vaccinale a norma del dl 44 2021 riguarda oggi  gli  esercenti le professioni sanitarie e gli operatori delle RSA.
Si riconferma che solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche, attestate dal medico di medicina generale,  non sussiste l’obbligo  e la vaccinazione può essere omessa o differita.

Estensione dell’obbligo vaccinale ad altre categorie

Dal 15 dicembre 2021, l’obbligo vaccinale per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2  si applica anche alle seguenti categorie:

  • Personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore;
  • Personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale, nonché degli organismi di cui agli articoli 4, 6 e 7 della legge 3 agosto 2007, n. 124;
  • Personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture  sanitarie e sociosanitarie di assistenza (articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502)  ad esclusione di quello che svolge attività lavorativa con contratti esterni, fermo restando quanto previsto dagli articoli 4 e 4-bis; Sono quindi ricompresi anche i lavoratori del settore amministrativo  nella sanità e delle RSA
  • Personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa all’interno degli istituti penitenziari per adulti e minori.
  • I dirigenti scolastici e i responsabili delle istituzioni  e delle strutture citate  in cui presta servizio il personale assicurano il rispetto dell’obbligo.

Nei casi in cui non risulti l’effettuazione della vaccinazione anti SARS-CoV-2 o la presentazione della richiesta di vaccinazione nelle modalità stabilite nell’ambito della campagna vaccinale in atto, i responsabili invitato l’interessato a produrre, entro cinque giorni , la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione oppure la presentazione della richiesta di vaccinazione da eseguirsi in un termine non superiore a venti giorni dalla ricezione dell’invito, o comunque l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale.
In caso di mancata presentazione della documentazione, accertano l’inosservanza dell’obbligo vaccinale e ne danno immediata comunicazione scritta all’interessato.
L’atto di accertamento dell’inadempimento determina l’immediata sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato al datore di lavoro dell’avvio o del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo, e comunque non oltre il termine di sei mesi a decorrere dal 15 dicembre 2021.

I dirigenti scolastici e i responsabili delle istituzioni  provvedono alla sostituzione del personale docente sospeso mediante l’attribuzione di contratti a tempo determinato che si risolvono di diritto nel momento in cui i soggetti sostituiti, avendo adempiuto all’obbligo vaccinale, riacquistano il diritto di svolgere l’attività lavorativa.

Lo svolgimento dell’attività lavorativa  o professionale in violazione dell’obbligo vaccinale  e’ punito  anche con la sanzione amministrativa da euro 600 a euro 1.500

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