Reddito cittadinanza: nuovi tagli e controlli nel 2022

da | 5 Nov 2021 | Fiscale

Il prossimo anno, per i percettori del reddito di cittadinanza, potrebbero cambiare gli importi erogati nel lungo periodo così come il sistema dei controlli, più rigidi e frequenti per evitare i casi di frode. È questo il piano del premier Mario Draghi, pronto a procedere con una vera e propria stretta nei versamenti del sussidio.

La prima importante novità riguardante il reddito di cittadinanza è sicuramente quella relativa agli importi: come annunciato, l’intenzione del Governo sarebbe quella di mantenere la misura di sostegno per i nuclei familiari più svantaggiati, concentrando però maggiori energie sui controlli e sull’avviamento al lavoro.

Per questo motivo, col fine di ottimizzare l’uso delle risorse stanziate, prima di assegnare la card RDC verranno potenziate le banche dati a disposizione degli organi di controllo, così che gli Istituti possano avere a disposizione delle informazioni corrette e aggiornate sulla situazione economica e familiare del soggetto che sta richiedendo l’aiuto. Ci saranno quindi delle verifiche preventive al riconoscimento dell’assegno, cui importo decrescerà col passare del tempo.

L’erogazione del reddito di cittadinanza si ispirerà nello specifico ad un sistema progressivo. In pratica, se il soggetto beneficiario verrà considerato occupabile, ma continuerà a percepire l’aiuto, passati sei mesi da quanto è stata rifiutata la prima offerta di lavoro il sussidio di quest’ultimo inizierà ad essere ridotto di cinque euro ogni mese, fino a quando almeno uno dei membri della famiglia non sottoscriverà un nuovo contratto (e quindi di sarà trovato un nuovo impiego).
Come sappiamo, ad oggi, i possessori della card RDC che rifiutano per tre volte consecutive un’offerta di lavoro rischiano di perdere l’aiuto statale. Ebbene, stando a quanto emerso, l’Esecutivo sarebbe intenzionato a ridurre a due le possibilità di rifiuto. Dal prossimo anno, quindi, chi rifiuterà due offerte di lavoro potrebbe perdere l’accesso al reddito.

Infine, nella valutazione di una proposta di lavoro, si vogliono introdurre nuovi requisiti territoriali. In particolare, la prima proposta di lavoro dovrà coincidere con un impiego lontano non più di 80 chilometri dal luogo di residenza del beneficiario, mentre la seconda potrà essere collocata ovunque in Italia.

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